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ATTENTI AL CUORE - Campagna di prevenzione

Sabato 06 Aprile 2013
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A3_cuoreAlcuni fatti di cronaca riguardanti decessi improvvisi di giovani sportivi avvenuti sul campo durante  performance atletiche (basti pensare a Piermario Morosini, il calciatore morto durante la partita Pescara

– Livorno, o al pallavolista Vigor Bovolenta, morto durante una partita disputata a Macerata), hanno scosso l’opinione pubblica e hanno sollevato il problema delle cosiddette “morti improvvise da sport”, che sono state definite come morti del tutto inaspettate in ambito sportivo di soggetti  apparentemente sani.

È dalla constatazione di questi dati di interesse attuale che nasce l’idea di dedicare la Commissione Medica del Distretto Rotaract 2100 alle anomalie di funzionamento cardiache, con particolare attenzione ai disturbi di conduzione dell’attività elettrica del cuore, che è la causa scatenante di questi decessi sul campo.
In particolare il  Rotaract Club Riviera dei Cedri sostiene l’importanza dell’informazione e della prevenzione in questo ambito, tramite la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione ideata in modo da rendere noti i maggiori fattori di rischio e le metodiche di intervento, rivolta non solo agli atleti, ma anche ai dilettanti e alle loro famiglie, alle associazioni sportive e alla popolazione in generale che pratica o è coinvolta in tali attività.

Clicca sull'immagine per visionare la locandina

Il programma d’azione, che sarà portato a compimento nei prossimi mesi, consiste in:
  • Organizzazione di campagne informative rivolte al pubblico
  • Ideazione di corsi di primo soccorso al fine di   insegnare l’atteggiamento giusto da adottare in caso di arresto cardiaco in campo, con particolare attenzione alla pratica del massaggio cardiaco e all’utilizzo del defibrillatore anche da parte di personale non sanitario
  • Promozione di eventi per la raccolta fondi da destinare all’acquisto di uno o più defibrillatori.


MIS: morte improvvisa da sport


msLa morte improvvisa da sport viene definita come un decesso per arresto cardiaco che coinvolge giovani atleti di età minore di 35 anni durante la loro prestazione.
Tali morti risultano del tutto inaspettate,  principalmente perché coinvolgono individui appartenenti ad una fascia d’età non a rischio per le malattie cardio-vascolari, apparentemente sani, che praticano attività sportive in maniera continuativa, in ambito agonistico o amatoriale, dai quali dunque ci si aspetterebbe un cuore forte e abituato a sostenere lo stress fisico.
Dati epidemiologici indicano che le persone più colpite sono proprio quelle che praticano attività di basso livello agonistico, che dunque effettuano controlli di idoneità fisica meno accurati rispetto ad atleti che partecipano a competizioni ufficiali, il che ci suggerisce che la causa della MIS non è il grado di sforzo fisico al quale si è sottoposti, ma è una predisposizione propria dell’individuo, rimasta silente fino a quel momento, che si affianca ad un evento scatenante e provoca un fatale difetto di conduzione a livello cardiaco, con conseguente blocco immediato del flusso di sangue dal cuore agli organi periferici, che nel giro di minuti può provocare la morte.

Le cause
La morte improvvisa di un atleta sul campo  presuppone il concorso di almeno due fattori fondamentali: una anomalia congenita di natura cardio-vascolare e uno sforzo fisico di una certa entità, dal quale poi scaturisce la concatenazione di eventi che portano all’arresto cardiaco.
Per quanto riguarda le anomalie congenite, studi epidemiologici indicano che quelle maggiormente coinvolte nella MIS rientrano nella categoria delle patologie ereditarie di origine genetica, che sono dunque presenti sin dalla nascita, ma si sviluppano come vere e proprie disfunzioni solo dopo la pubertà. Questo dato è importante in quanto l’ereditarietà, intesa come una anamnesi familiare positiva per una morte improvvisa, è uno dei fattori principali che possono indirizzare il medico verso la formulazione di un’ipotesi diagnostica, ma anche un motivo in più per lo sportivo, che intende salvaguardare la propria salute, di effettuare controlli più accurati. Inoltre il fatto che la patologia cardiaca si manifesti solo nella seconda/terza decade di vita, spiega come questa abbia un decorso “silente”, spesso senza sintomi eclatanti e che comunque non limitano una attività fisica intensa; da qui l’importanza della campagna informativa ideata dal Rotaract Club Riviera dei Cedri, volta a saper riconoscere i primi segnali, anche quando questi non sono particolarmente evidenti e a come agire nell’ambito della prevenzione di complicanze e della tutela della salute.
Come abbiamo già introdotto, la MIS è data da una concatenazione di eventi che implicano la presenza di una malattia che coinvolge la funzionalità cardiaca, che spesso non si manifesta palesemente e che si innesca in seguito ad uno sforzo fisico elevato; le patologie che determinano un difetto di conduzione dell’attività elettrica del cuore possono essere di varia natura, ma generalmente si manifestano in ultima istanza con un grave disturbo del ritmo detto fibrillazione ventricolare. Di norma l’attività della pompa cardiaca è controllata e garantita da un sistema  intrinseco di impulsi elettrici, che si auto-generano a livello del pace-maker fisiologico cardiaco -i.e. nodo senoatriale- e che, attraverso vie di conduzione specifiche, giungono ai ventricoli in modo da avere una contrazione ritmica e regolare, che possa rispondere alle diverse esigenze di flusso sanguigno dei vari tessuti periferici. Supponiamo che una persona si trovi a dover superare una performance atletica: il sistema di controllo fisiologico del flusso sarà volto a convogliare il sangue disponibile verso i muscoli scheletrici coinvolti, in modo da fornire ossigeno e substrati energetici necessari in quel momento per la prestazione; i ventricoli dovranno contrarsi in maniera efficace per pompare più sangue verso la periferia e questa efficacia in termini di funzionalità si traduce in un aumento della contrattilità e della frequenza cardiaca, condizione che sottopone anche il cuore stesso ad uno stress maggiore rispetto alla condizione di riposo.
Dal momento chela  contrazione ventricolare è funzionale solo se tutte le rispettive fibrocellule cardiache si contraggono in maniera sincrona e coordinata, un difetto nel meccanismo di conduzione dell’impulso innescato dallo sforzo fisico, può creare segnali elettrici aritmici e irregolari, generando un ventricolo che non si contrae e che quindi non è in grado di eiettare sangue;ne consegue un immediato blackout  dell’attività elettrica cardiaca che provoca arresto cardiocircolatorio, per cui l’individuo cade a terra con perdita di coscienza, senza avvisaglie precedenti, per mancato afflusso di sangue ai distretti cerebrali.
Mentre un cuore funzionalmente efficiente è in grado di superare una prestazione atletica adeguando la sua funzionalità alle esigenze dei distretti muscolari coinvolti, un cuore con una patologia rimasta “silente” al quale viene richiesto uno sforzo che supera il limite delle sue capacità di adattamento può rispondere con una fibrillazione ventricolare, generando impulsi scoordinati che mandano in tilt l’intero sistema di conduzione elettrica e la funzionalità della pompa cardiaca.

Modalità di Intervento
daeIl primo meccanismo salva-vita da attuare in caso di caduta a terra dell’atleta in campo è intervenire prontamente e tempestivamente con una manovra di rianimazione, intesa come l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico associato alla pratica del massaggio cardiaco.
Nel caso di arresto cardiaco è importante sottolineare che ad oggi non esistono trattamenti alternativi che possano agire direttamente contro la fibrillazione ventricolare e la sopravvivenza è strettamente dipendente dalla precocità di intervento, che è la condizione necessaria affinché non si abbiano danni permanenti di natura cerebrale che comprometterebbero la qualità di vita o la vita stessa della vittima.
In linea di massima, tra la caduta a terra con perdita di coscienza, che è la manifestazione dell’arresto cardiaco, e i danni permanenti al sistema nervoso centrale, intercorrono all’incirca dieci minuti; da qui il Rotaract Club Riviera dei Cedri ha progettato e messo in atto campagne di raccolta fondi per l’acquisto di defibrillatori semiautomatici, in modo da rispondere alla necessità di avere a disposizione un apparecchio di defibrillazione nel minor tempo possibile, collocandoli sia su postazioni mobili di primo intervento, sia promuovendone la presenza in tutti gli ambienti in cui il fattore di rischio per un arresto cardiaco aumenta, ad esempio nei campi sportivi.
Il meccanismo d’azione del defibrillatore è quello di individuare una fibrillazione ventricolare e di erogare una scarica elettrica di una certa entità che possa resettare il muscolo cardiaco, in modo da azzerare l’anomalia elettrica maligna che ne impediva il corretto funzionamento e consentire così al pace maker cardiaco di riprendere la sua regolare attività;l’associazione con la manovra di massaggio cardiaco, volto a ripristinare in maniera meccanica il flusso di sangue in attesa che il cuore riprenda a funzionare in maniera fisiologica, è quella che aumenta la probabilità di successo di intervento sulla vittima.
È importante sottolineare che il defibrillatore semiautomatico è un dispositivo ideato per essere utilizzato anche e soprattutto da personale non sanitario; in questo senso il Rotaract Club Riviera dei Cedri si è impegnato a sottolineare l’importanza dell’informazione e della formazione nella gestione dei casi di MIS, che può indubbiamente creare i presupposti per diminuire i casi di morte sul campo e allo stesso tempo promuovere la salvaguardia della salute.

Prevenzione
La MIS è un evento fatale causato da una successione di fatti che si susseguono in un tempo relativamente breve; ma proprio in quanto si verifica in presenza di un substrato patologico che ne crea la condizione necessaria, questo può essere preventivamente riconosciuto e tenuto sotto controllo attraverso piccoli accorgimenti, che non presuppongono un particolare impegno da parte dell’atleta, ma che anzi rientrano nello stile di vita sano ed equilibrato che ogni persona dovrebbe seguire.
La patologia alla base del difetto di conduzione del ritmo cardiaco è “silente” e spesso non si manifesta in maniera inequivocabile; nella maggior parte dei casi gli atleti coinvolti, pur essendo regolarmente sottoposti a sforzi di notevole intensità, non si sentono limitati nelle loro attività e per questo sottovalutano segni che posso essere invece chiari rivelatori della possibile patologia cardiaca.
E’ importante sottolineare che i disturbi del ritmo non determinano la fine della carriera dello sportivo, ma anzi, se riconosciuti e terapeuticamente trattati, possono anche migliorare le performance atletiche, ottenendo un cuore più compliante ed adattabile allo sforzo al quale viene sottoposto. Da qui l’importanza della campagna informativa che il Rotaract Riviera dei Cedri ha già progettato, in collaborazione con centri sportivi, palestre, organizzazioni che propongono attività fisiche di vario genere e livello, volta ad invogliare gli sportivi (agonisti ed amatori) a sottoporsi senza indugio ad un semplice colloquio con il proprio medico curante che saprà indirizzarli verso la soluzione migliore. I fattori rivelatori di una possibile anomalia cardiaca possono essere di varia natura:

  • Aumento della frequenza cardiaca o ritmo anomalo a riposo
  • Episodi di caduta a terra con o senza perdita di coscienza in concomitanza di uno sforzo di una certa entita
  • Affanno ed aumento dei tempi di ripresa dopo uno sforzo fisico non particolarmente impegnativo

Come abbiamo già sottolineato, precedenti in famigli (anche riguardanti parenti non prossimi) di morti improvvise o di anomalie cardiache - i.e. aritmie, basse eiezione ventricolare, difetti valvolari, alterazioni del sistema di conduzione elettrico del cuore – rappresentano un valido motivo per l’atleta di rivolgersi al suo medico di fiducia e per il medico stesso un ulteriore indicazione ad attuare esami di approfondimento.
tali esami diagnostici sono del tutto non invasivi e non richiedono tempi di attesa lunghi per essere effettuati; un esame elettrocardiografico ECG in prima istanza può mettere in evidenza, registrando l’attività elettrica cardiaca attraverso elettrodi metodicamente posti sul torace, anche una lieve alterazione del tracciato. E’ necessario però informare l’operatore responsabile del referto della natura del sospetto di anomalia cardiaca (ad esempio uno dei sintomi o segni sopra riportati come campanelli di allerta o una anamnesi familiare positiva per morte improvvisa) in modo da indirizzare l’indagine in maniera mirata allo studio del difetto di conduzione.

ecoUn ECO cuore ecocardiogramma è in grado, attraverso una sonda ad ultrasuoni, di testare l’abilità della pompa cardiaca nonché le dimensioni e i movimenti generati dalla fase sistolica. Entrambi questi esami, affiancati ad una corretta anamnesi personale e familiare, possono rappresentare il primo step per scongiurare complicanze cardiache ed attuare un eventuale schema terapeutico consistente in:

  • Attività fisica svolta in maniera regolare ed ordinata, alternando fasi di riscaldamento, picco di sforzo e rilassamento ad ogni  allenamento.
  • Dieta equilibrata e mantenimento del peso corporeo ideale, con particolari attenzioni al grasso viscerale presente a livello addominale, responsabile di complicanze cardiovascolari
  • Eliminazione della dipendenza da fumo, in quanto le sostanze presenti nelle sigarette in particolare la nicotina, incidono sul tono vasale e sulla regolazione del meccanismo di controllo della     attività cardiaca

La campagna informativa del Rotaract Riviera dei Cedri è volta  a trattare a 360° la problematica delle MIS,  attuando in maniera concreta ed efficace eventi in grado di rendere consapevoli giovani sportivi, ma anche familiari e addetti ai lavori, che la salute è un bene che va salvaguardato e che bastano piccoli accorgimenti per tenere sottocontrollo, con l’aiuto del proprio medico di base, problematiche cardiache che purtroppo se non trattate possono risultare irreversibilmente fatali.


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